• Intervista ad Afaf Belhouchet, giornalista e presentatrice presso EPTV, radio e televisione algerina

    Oggi si parla molto di dialogo interculturale mediterraneo. Quanta forza può avere il reportage come strumento di conoscenza dell’altro?

    io credo che la prima grande forza di un reportage, chiunque sia l’autore o qualunque sia la sua provenienza, sia di mostrare fino a che punto ci si assomigli.
    Nei reportage sullo sport che abbiamo visto, ad esempio mi sono accorta che il calcio in Italia è vissuto nello stesso modo in cui si vive a Marsiglia. C’è un’atmosfera simile e così ad Algeri, ho davvero l’impressione che ci si assomigli tanto. Questo è essere mediterranei.

    Siete stati chiamati a giudicare delle opere audiovisive ad un premio del documentario e reportage mediterraneo. Quali sono i parametri più appropriati da applicare per valutare delle opere mediterranee?

    In effetti è importante che un lavoro audiovisivo comunichi un messaggio, abbia la capacità di emozionare e di diffondere conoscenza. I reportage mediterranei si distinguono per lo sguardo di apertura verso l’altro, ma anche la passione e il ritmo. Il ritmo è davvero fondamentale.

    Ci racconti la scena più emozionante o quella che ti ha maggiormente colpito?

    L’immagine che più mi ha colpito è presente in Chi ga vinto?; un ragazzo che piange sul campo da gioco dopo essere stato colpito e l’allenatore che lo incoraggia a rialzarsi e ad affrontare le sfide a viso aperto, dandogli un insegnamento di vita.

  • intervista incrociata a due giurati della Giuria Magazine e Reportage, Asun Gomez Bueno, Direttrice del Canale news spagnolo Canal 24h e Ayache Derradji, corrispondente per al-Jazeera a Parigi:

    Oggi si parla molto di dialogo interculturale mediterraneo. Quanta forza può avere il reportage come strumento di conoscenza dell’altro?

    Asun: Innanzitutto è importante avere una conoscenza dell’altro prima di fare un reportage sull’altro, quindi raccogliere informazioni corrette, avere la giusta predisposizione alla diversitá per avere una visione più completa possibile del soggetto che si intende trattare. Se animati da questo giusto spirito e da un approccio scevro da preconcetti, il reportage puo’ essere un ottimo strumento per mettere in contatto popoli o soggetti differenti.
    Ayyache: Per parlare dell’altro in modo corretto e non fazioso bisogna essere guidati da valori quali il rispetto delle differenze, la tolleranza, l’equilibrio, la volonta’ di comprendere e di andare a fondo nella descrizione del proprio soggetto; e’ indispensabile un approccio aperto e non condizionato da pregiudizi. E poi c’é bisogno di studio, di ricerca, di dedizione per avere una ricca visione del soggetto in questione.
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  • Intervista parallela a due giurati della Giuria Magazine e Reportage, Catherine Bomeisl, Vice Segretario Generale della CIRCOM e Isabelle Staes, Vice Redattrice Capo di France2,

    Oggi si parla molto di dialogo interculturale mediterraneo. Quanta forza può avere il reportage come strumento di conoscenza dell’altro?

    Staes: il reportage è senz’altro uno strumento di scoperta dell’altro. Vedere un reportage di un giornalista marocchino mi ha consentito di scoprire come un giornalista del Marocco lavora e nello stesso tempo di scoprire le problematiche marocchine, accedere ad una realtà, un paesaggio, una storia e una tradizione straordinaria. Il reportage ti consente di conoscere la cultura, il lavoro, lo sguardo che hanno gli altri sul mondo, permette così lo scambio di conoscenze attraverso le informazioni e le immagini. È dunque un formidabile mezzo di conoscenza dell’altro e di apertura al mondo e alle realtà degli altri.

    Bomeisl: Innanzitutto bisogna parlare dell’importanza della televisione e, quindi, del reportage televisivo. Perché oggi la televisione non ha frontiere, e in tutto il bacino del mediterraneo sono diffusi sistemi via cavo o satellite attraverso cui vedere le immagini degli altri. La televisione è un grandissimo vettore di comunicazione, attraverso essa si può conoscere e mettere in connessione tutto il mondo. Poi l’immagine, che ha un enorme potere d’attrazione, per il fascino di vedere ciò che non si conosce, di scoprire qualcosa di ignoto. L’immagine è la prima forza di comunicazione.
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  • 14 Dicembre
    ore 13:52

    La Premiazione in diretta!

    È possibile seguire la Cerimonia di Premiazione in diretta sul blog francese del Premio www.prixcmca.wordpress.com a partire dalle 17.30.
    Saranno presenti Patrick de Carolis, presidente di France Télévisions, gli sponsor del Premio, i partner e tutti i registi finalisti.

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